Speciale · La Bocca della Verità, la pietra delle bugie
A Roma ci sono monumenti che celebrano imperatori, vittorie e grandi opere. E poi c'è un mascherone di pietra sotto un portico che, si dice, morde chi mente.
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La Bocca della Verità – La pietra che smaschera le bugie
A Roma ci sono monumenti che celebrano imperatori, vittorie e grandi
opere d'ingegno.
E poi ce n'è uno che, da secoli, mette alla prova la sincerità delle
persone.
È un semplice disco di marmo.
Ha un volto barbuto, gli occhi spalancati, il naso largo e una grande
bocca aperta.
Eppure, davanti a questa pietra antica, milioni di persone continuano
ancora oggi a fare la stessa cosa.
Infilano una mano nella sua bocca e, per un istante, trattengono il
fiato.
Benvenuti alla Bocca della Verità.
Pochi luoghi di Roma sono riusciti a unire storia, leggenda e cinema in
modo così straordinario.
La Bocca della Verità si trova nel portico della Basilica di Santa Maria
in Cosmedin, una delle chiese più affascinanti della città.
Ma la sua storia è molto più antica della basilica stessa.
Gli studiosi ritengono che questo grande disco di marmo, del diametro di
quasi un metro e ottanta, risalga all'epoca romana, probabilmente al I
secolo dopo Cristo.
La sua funzione originaria, però, è ancora oggi un piccolo mistero.
Secondo alcuni archeologi si trattava di un tombino monumentale, il
coperchio di una grande conduttura per il deflusso delle acque.
Altri ritengono che potesse appartenere a una fontana o a un antico
santuario.
Anche l'identità del volto scolpito resta incerta.
Per alcuni rappresenterebbe il dio del mare Oceano.
Per altri il dio fluviale Tevere.
C'è persino chi vi riconosce una divinità pagana legata alle acque e
alla fertilità.
Qualunque fosse la sua funzione originaria, nessuno avrebbe potuto
immaginare che, secoli dopo, questa pietra sarebbe diventata uno dei
simboli più famosi di Roma.
La sua leggenda nasce nel Medioevo.
È allora che si diffonde la convinzione che questa antica maschera di
marmo abbia un potere straordinario.
Quello di riconoscere i bugiardi.
La tradizione raccontava che chiunque avesse infilato la mano nella sua
bocca pronunciando una menzogna avrebbe subito una terribile punizione.
La pietra avrebbe morso la mano del bugiardo, mozzandola all'istante.
Naturalmente nessuno sa come sia nata questa credenza.
Forse si trattava di un'antica superstizione popolare.
Forse di un espediente per spaventare i disonesti.
O forse, semplicemente, i romani hanno sempre avuto un debole per le
storie capaci di mescolare realtà e fantasia.
Con il passare dei secoli, la leggenda si arricchì di nuovi racconti.
Uno dei più famosi riguarda le donne accusate di tradimento.
Secondo la tradizione medievale, le mogli sospettate di infedeltà
venivano condotte davanti alla Bocca della Verità per dimostrare la
propria innocenza.
La prova era semplice.
Mettere la mano nella bocca di pietra e giurare di aver detto la verità.
La leggenda racconta che una donna, accusata ingiustamente dal marito,
riuscì a salvarsi grazie a uno stratagemma.
Prima del giuramento si fece abbracciare da un uomo che, in realtà, era
il suo amante travestito da mendicante.
Poi infilò la mano nella Bocca della Verità e dichiarò:
«Nessun uomo mi ha mai abbracciata, tranne mio marito e questo povero
mendicante.»
La frase era formalmente vera.
E la pietra, naturalmente, non fece nulla.
È una storia curiosa, ma racconta molto bene il rapporto che Roma ha
sempre avuto con l'astuzia, l'ironia e le sfumature della verità.
Anche il luogo in cui si trova la Bocca della Verità contribuisce al suo
fascino.
La chiesa di Santa Maria in Cosmedin sorge infatti nell'antico Foro
Boario, il mercato del bestiame dell'antica Roma.
Qui, per secoli, si incontrarono mercanti, viaggiatori e pellegrini.
Poco distante si trovano alcuni dei monumenti più antichi della città,
come il Tempio di Ercole Vincitore e il Tempio di Portuno.
È una delle zone di Roma in cui il passato sembra essere rimasto più
vicino.
Ma se oggi la Bocca della Verità è famosa in tutto il mondo, gran parte
del merito si deve al cinema.
Nel 1953 il regista William Wyler la scelse per una scena destinata a
diventare leggendaria nel film Vacanze Romane.
I protagonisti sono Gregory Peck e Audrey Hepburn.
La scena è semplice.
Gregory Peck infila la mano nella Bocca della Verità e finge
improvvisamente di averla perduta.
Audrey Hepburn, che non era stata avvertita dello scherzo, reagisce con
un'espressione di autentico spavento.
Quella reazione spontanea è rimasta nella versione definitiva del film.
Da quel momento la Bocca della Verità è diventata una delle mete più
amate dai visitatori di tutto il mondo.
Ancora oggi, ogni giorno, si forma una lunga fila di persone desiderose
di ripetere quel gesto.
Mettere la mano nella bocca di pietra.
Scattare una fotografia.
E magari, per un istante, chiedersi se le leggende abbiano davvero un
fondo di verità.
Dopotutto, la Bocca della Verità continua a esercitare un fascino
particolare.
Forse perché parla di qualcosa che riguarda tutti.
La sincerità.
La fiducia.
Il rapporto tra la verità e la menzogna.
E in un mondo in cui tutto sembra cambiare così velocemente, questa
antica pietra continua a porre la stessa domanda da quasi mille anni.
Stai dicendo la verità?
Naturalmente la Bocca non può rispondere.
Resta lì, immobile e silenziosa.
Con la sua espressione enigmatica e la bocca spalancata.
Ad aspettare il prossimo visitatore.
E forse è proprio questo il suo segreto.
Non aver mai smesso di ricordarci che alcune leggende non servono a
spiegare il mondo.
Servono a farci sorridere, a farci riflettere e, qualche volta, a farci
dire la verità.
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