Speciale · Il Colosseo, il cuore di pietra dell'Impero
Fermatevi per un istante. Immaginate di trovarvi nella Roma di quasi duemila anni fa, davanti a un'ellisse di travertino che poteva contenere una città intera.
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Il Colosseo – Il cuore di pietra dell'Impero Romano
Fermatevi per un istante.
Immaginate di trovarvi nella Roma di quasi duemila anni fa.
Il sole è alto, l'aria è carica di attesa e, all'improvviso, il silenzio
viene spezzato da un fragore immenso.
Si sente il clangore delle spade.
Il ruggito delle belve.
Le urla dei venditori ambulanti.
E poi un boato.
Decine di migliaia di persone si alzano in piedi, gli occhi puntati
verso l'arena.
Sta per iniziare uno spettacolo.
Non uno spettacolo qualunque, ma quello che per i Romani rappresentava
il cuore stesso dell'Impero.
Benvenuti al Colosseo.
Per quasi duemila anni questo gigante di pietra ha assistito al
passaggio di imperatori, gladiatori, schiavi, pellegrini e viaggiatori
provenienti da ogni parte del mondo. E ancora oggi continua a raccontare
la storia di Roma come nessun altro luogo riesce a fare.
Il suo vero nome, in realtà, era Anfiteatro Flavio.
Il nome che tutti conosciamo oggi, "Colosseo", sarebbe arrivato soltanto
secoli dopo e deriverebbe dal gigantesco Colosso di Nerone, una statua
in bronzo alta più di trenta metri che sorgeva poco distante.
La storia di questo monumento inizia intorno al 72 dopo Cristo.
A ordinarne la costruzione fu l'imperatore Vespasiano, fondatore della
dinastia dei Flavi.
La sua scelta non fu casuale.
Qui, infatti, si trovava il grande lago artificiale della Domus Aurea,
la sontuosa residenza dell'imperatore Nerone.
Dopo la morte di Nerone, Vespasiano volle restituire al popolo ciò che
un tempo era appartenuto a un solo uomo.
Dove sorgeva il simbolo del lusso imperiale nacque così un monumento
destinato ai cittadini di Roma.
Era un messaggio politico, ma anche un gesto di straordinaria forza
simbolica.
L'anfiteatro venne inaugurato nell'80 dopo Cristo dal figlio di
Vespasiano, l'imperatore Tito.
Per celebrare l'evento furono organizzati giochi che durarono cento
giorni.
Le cronache dell'epoca raccontano di spettacoli grandiosi,
combattimenti, cacce e celebrazioni che coinvolsero l'intera città.
Pochi anni dopo, l'imperatore Domiziano completò l'opera realizzando i
grandi sotterranei che ancora oggi rappresentano una delle parti più
affascinanti del Colosseo.
Dal punto di vista architettonico, il Colosseo è uno dei più grandi
capolavori dell'ingegneria romana.
La sua pianta è ellittica.
Misura circa centottantanove metri di lunghezza e centocinquantasei di
larghezza.
La sua altezza supera i quarantotto metri.
Per costruirlo furono utilizzati enormi blocchi di travertino
provenienti dalle cave di Tivoli, mattoni, tufo e il celebre cemento
romano, una miscela straordinariamente resistente che ha permesso
all'edificio di sopravvivere per quasi venti secoli.
Anche la sua facciata racconta il gusto e la raffinatezza dell'arte
romana.
I tre ordini di arcate sono decorati da semicolonne che seguono gli
stili dell'architettura classica.
Nel primo livello troviamo l'ordine dorico, semplice e possente.
Nel secondo l'ordine ionico, più elegante.
Nel terzo il raffinato ordine corinzio, caratterizzato dai celebri
capitelli decorati con foglie d'acanto.
È come se il monumento accompagnasse lo sguardo verso l'alto attraverso
un percorso di crescente ricchezza e armonia.
Il Colosseo poteva ospitare tra i cinquanta e i sessantamila spettatori.
Per l'epoca era qualcosa di straordinario.
Ottanta ingressi permettevano alle persone di raggiungere rapidamente il
proprio posto.
Ancora oggi molti stadi moderni si ispirano ai principi di
organizzazione e di distribuzione degli spazi sviluppati dagli ingegneri
romani.
Ogni posto raccontava la società dell'epoca.
I senatori sedevano nelle prime file.
Poco più in alto trovavano posto i cavalieri e i cittadini più
importanti.
Le gradinate superiori erano invece destinate al popolo, alle donne e
agli schiavi.
Anche il divertimento seguiva le regole e le gerarchie dell'Impero.
Ma il vero segreto del Colosseo si nascondeva sotto l'arena.
Lì esisteva un intricato labirinto di corridoi e ambienti chiamato
ipogeo.
In questi sotterranei attendevano gladiatori, animali e scenografie.
Un sistema di montacarichi, botole e piattaforme consentiva di far
apparire all'improvviso uomini e belve nel centro dell'arena.
Per il pubblico doveva sembrare magia.
Immaginate la scena.
Il brusio della folla.
L'attesa.
Poi una botola che si apre.
Il ruggito di un leone.
Il clangore delle armi.
E il boato di migliaia di persone.
Il Colosseo era il più grande teatro del mondo antico.
Qui combattevano i gladiatori, uomini spesso schiavi, prigionieri di
guerra o condannati, ma anche professionisti che raggiungevano una fama
straordinaria.
Alcuni erano veri e propri idoli popolari.
La loro immagine compariva sui muri della città e le loro vittorie
venivano celebrate come quelle dei grandi campioni di oggi.
Nell'arena si svolgevano anche le venationes, le grandi cacce con
animali esotici provenienti da ogni angolo dell'Impero.
Leoni, pantere, tigri, orsi ed elefanti arrivavano a Roma dall'Africa e
dall'Asia, suscitando meraviglia e stupore.
Esiste persino una tradizione secondo la quale, nei primi anni di vita
dell'anfiteatro, l'arena sarebbe stata occasionalmente allagata per
ospitare spettacolari simulazioni di battaglie navali.
Gli storici discutono ancora su come questi eventi si siano svolti
realmente, ma il fatto stesso che i Romani abbiano immaginato qualcosa
di simile ci fa comprendere l'incredibile livello di ingegnosità
raggiunto dalla loro civiltà.
Anche il Colosseo, però, ha conosciuto il tempo e le sue ferite.
Incendi, terremoti e saccheggi hanno danneggiato la struttura.
Per secoli venne utilizzato come cava di pietra.
Molti palazzi e chiese di Roma conservano ancora oggi materiali
provenienti da questo anfiteatro.
Eppure il Colosseo è rimasto in piedi.
Ferito, ma mai sconfitto.
Intorno a esso sono nate anche numerose leggende.
Una delle più celebri venne scritta nel Medioevo.
Diceva:
"Finché il Colosseo resterà in piedi, resterà in piedi anche Roma.
Quando cadrà il Colosseo, cadrà Roma. E quando cadrà Roma, cadrà il
mondo."
Forse è soltanto una suggestione.
Ma c'è qualcosa di profondamente vero in queste parole.
Perché il Colosseo non è soltanto un monumento.
È la memoria di Roma.
È il simbolo di un impero che ha cambiato la storia del mondo.
Ed è il luogo in cui, ancora oggi, sembra di poter sentire il rumore del
passato.
Il clangore delle spade.
Il boato della folla.
E il battito eterno della Città Eterna.
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