Puntata 6 · Il re che aveva paura di morire — Luigi XI di Francia
Luigi XI di Francia era uno degli uomini più potenti d'Europa. Aveva eserciti, castelli, denaro. Eppure non possedeva la sola cosa che desiderava davvero. Tempo.
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Luigi XI di Francia era uno degli uomini più potenti d'Europa.
Aveva eserciti.
Castelli.
Denaro.
Diplomatici.
Medici.
Servitori.
Eppure non possedeva la sola cosa che desiderava davvero.
Tempo.
Il re era malato.
Sentiva avvicinarsi la morte.
E quando un uomo potente scopre di non poter comandare al proprio corpo,
accade qualcosa di terribile.
Il mondo intero può obbedirgli.
La morte no.
Alla corte francese arrivano notizie dall'Italia.
Nel profondo Sud vive un eremita.
Un uomo famoso per guarigioni e prodigi.
Un uomo di Dio.
Francesco di Paola.
Luigi XI lo vuole in Francia.
Non invita semplicemente un religioso.
Vuole il taumaturgo.
Vuole l'uomo che, nelle speranze del sovrano, potrebbe guarirlo.
Ma Francesco non vuole partire.
Questo passaggio è fondamentale.
Francesco è ormai anziano.
Ha trascorso la vita nella sua terra.
Ha costruito comunità.
Ha un mondo.
E soprattutto comprende che partire per la Francia significa
probabilmente non tornare mai più.
Il re insiste.
La diplomazia si muove.
La questione arriva ai massimi livelli della Chiesa.
Papa Sisto IV interviene e chiede a Francesco di partire.
A quel punto l'eremita obbedisce.
È il 1482.
Francesco ha circa sessantasei anni.
Oggi sessantasei anni possono essere l'età di un uomo ancora pienamente
attivo.
Nel Quattrocento, dopo una vita di digiuni, fatiche, viaggi a piedi e
penitenza, affrontare un viaggio verso la Francia è un'impresa.
Eppure parte.
Provate a immaginare quel momento.
La costa calabrese che si allontana.
Paola.
Il mare.
I luoghi dell'infanzia.
La comunità.
Le persone.
Francesco non lo sa con certezza, ma quello è un addio.
Non tornerà più vivo in Calabria.
Il viaggio verso la Francia trasforma l'eremita meridionale in una
figura europea.
Passa per Napoli.
Passa per Roma.
Incontra il Papa.
Poi prosegue.
La fama lo precede.
Quando arriva in Francia, Luigi XI lo attende.
Ed ecco la scena.
Un re.
Un frate.
Da una parte l'uomo che possiede tutto.
Dall'altra un uomo che ha scelto di non possedere quasi nulla.
Luigi vuole una guarigione.
Ma Francesco non gli promette ciò che il re desidera.
Non gli vende speranza.
Non gli dice:
«Vivrai.»
Gli parla della morte.
Della preparazione.
Della riconciliazione.
Della necessità di mettere ordine nella propria coscienza.
È forse questo il miracolo più grande dell'incontro.
Il Santo famoso per vincere l'impossibile non sottrae il re alla
condizione umana.
Luigi XI morirà nel 1483.
Francesco non lo guarisce.
Eppure il re lo tiene vicino.
Perché?
Forse perché comprende che quell'uomo non è venuto per salvare il suo
corpo.
È venuto per insegnargli a morire.
E qui la storia di Francesco cambia ancora.
Avrebbe potuto tornare in Calabria.
Non torna.
Resta in Francia.
Per circa un quarto di secolo.
Il ragazzo che aveva cercato una grotta sopra Paola finirà i suoi giorni
tra i castelli della monarchia francese.
Ma non diventerà un cortigiano.
Ed è proprio questo il punto.
Perché Francesco entrerà nel cuore del potere senza lasciare che il
potere entri nel suo cuore.
Nella prossima puntata entreremo nella corte di Francia.
Tra re, principi, diplomatici e uomini della Sorbona.
E scopriremo come un frate calabrese che non conosceva inizialmente la
lingua del paese riuscì a diventare una delle presenze più ascoltate del
suo tempo.
Il Santuario di San Francesco di Paola è meta di pellegrinaggio dal Quattrocento. Se ti capita di passare per la Calabria, cerca il beacon Civiglio: la stessa storia ti aspetta direttamente sul tuo telefono.