Stagione San Francesco di Paola · Puntata 10/10
Serie: Francesco. Il Santo venuto dal Sud

Puntata Finale · L'uomo che volle essere minimo

Abbiamo cominciato con un bambino nato a Paola nel 1416. Abbiamo seguito un adolescente nella solitudine. Ora resta una domanda. Chi era Francesco?

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Abbiamo cominciato con un bambino.

Un bambino nato a Paola nel 1416.

Abbiamo seguito un adolescente dentro la solitudine.

Abbiamo visto uomini raggiungerlo.

Una comunità nascere.

I poveri cercarlo.

I potenti temerlo.

I malati invocarlo.

Abbiamo incontrato racconti di fuoco.

Di acqua.

Di animali restituiti alla vita.

Di monete spezzate.

Di sangue.

Abbiamo attraversato lo Stretto sopra un mantello.

Abbiamo lasciato la Calabria.

Siamo entrati nella stanza di un re che aveva paura di morire.

Siamo arrivati in Francia.

E infine davanti a un vecchio di novantuno anni, nel suo ultimo Venerdì
Santo.

Ora resta una domanda.

Chi era Francesco?

Se togliamo per un momento i miracoli, che cosa rimane?

Rimane un uomo che per tutta la vita sembra aver combattuto contro una
tentazione precisa.

Diventare importante.

Ed è straordinario, perché importante lo diventò davvero.

Fu cercato dai sovrani.

Conosciuto dai papi.

Ascoltato dagli intellettuali.

Amato dal popolo.

Fondatore di un Ordine.

Eppure scelse per i suoi una parola quasi assurda:

Minimi.

Non «sapienti».

Non «forti».

Non «eletti».

Non «puri».

Minimi.

I più piccoli.

Forse tutta la sua vita è qui.

Francesco aveva capito qualcosa che il potere dimentica continuamente.

Ogni uomo vuole salire.

Salire nella società.

Salire nella ricchezza.

Salire nella considerazione degli altri.

Salire fino a guardare tutti dall'alto.

Francesco sceglie la direzione opposta.

Scendere.

Farsi piccolo.

Ridurre il bisogno.

Ridurre il possesso.

Ridurre l'ego.

E proprio scendendo diventa immenso.

C'è poi la parola che la tradizione associa inseparabilmente a lui.

Charitas.

Carità.

La vediamo nelle chiese.

Sulle immagini.

Sopra il capo del Santo.

Dentro un sole luminoso.

Ma dopo dieci puntate possiamo forse capire che quella parola non è una
decorazione.

È una sfida.

Perché Francesco visse in un tempo violento.

Noi viviamo in un tempo diverso.

Eppure conosciamo ancora l'odio.

Conosciamo l'umiliazione.

Conosciamo il potere che schiaccia.

Conosciamo la ricchezza costruita sulla povertà altrui.

Conosciamo uomini che non riescono ad accettare la morte.

Conosciamo confini.

Conosciamo mari che dividono.

Conosciamo persone a cui viene detto:

«Se non puoi pagare, non passi.»

Ed è allora che l'immagine del mantello cambia significato.

Forse il punto non è domandarsi soltanto se un uomo abbia davvero
navigato sopra un pezzo di stoffa.

Forse dobbiamo chiederci perché, dopo più di cinque secoli, abbiamo
ancora bisogno di raccontarlo.

Forse perché sogniamo un mondo in cui il denaro non abbia l'ultima
parola.

Un mondo in cui una porta chiusa non sia la fine.

Un mondo in cui il povero possa attraversare il mare.

Francesco morì il 2 aprile 1507.

Lontano da Paola.

Ma ci sono uomini che, morendo lontano, tornano in un modo diverso.

Francesco è tornato nei nomi.

Nelle feste.

Nelle barche.

Nelle preghiere.

Nelle lacrime.

Nei pellegrinaggi.

Nell'acqua raccolta alla Cucchiarella.

Nei passi di chi sale al Santuario con un dolore che non riesce a dire.

È tornato ogni volta che qualcuno ha pronunciato:

«San Francesco, aiutami.»

Forse è questo che distingue la storia dalla memoria.

La storia ci dice che un uomo nacque il 27 marzo 1416.

Che fondò una comunità religiosa.

Che partì per la Francia.

Che morì nel 1507.

La memoria dice altro.

Dice che quell'uomo è ancora qui.

Tra il mare e la montagna.

Tra la Calabria e il mondo.

Con un bastone.

Un saio.

Una barba bianca.

E una sola parola sopra il capo.

Charitas.

Carità.

Perché alla fine Francesco di Paola, l'uomo ricevuto dai re, il Santo
dei miracoli, il patrono dei marinai, volle essere ricordato con il nome
più piccolo possibile.

Minimo.

E forse fu proprio per questo

che diventò immenso.

Dove si trova Santuario di San Francesco, Paola

Il Santuario di San Francesco di Paola è meta di pellegrinaggio dal Quattrocento. Se ti capita di passare per la Calabria, cerca il beacon Civiglio: la stessa storia ti aspetta direttamente sul tuo telefono.